7 aprile 2006

LE SARTE in “Hickory Dickory Dock”


Caina vi aveva invitato a collaborare con lei, esortandovi a mandare i vostri reportage dall’“oltretomba”. Bene, così è stato: quella che segue è un’email che c’è stata inviata da LE SARTE, e così com’è ve la presentiamo sperando di fare cosa buona e giusta.



“Hickory Dickory Dock” è quasi sicuramente l'ultimo evento sotto il nome di Sartoria -
non c'è più tempo e non ci sono più rose.

La Sartoria è stata una casa-laboratorio, una “non galleria” autogestita in un condominio - Si può immaginare una Sartoria come una mostra con l'energia di un concerto – ed in tutte e tre le “non mostre” presentate nel corso di due anni l'elemento caratterizzante è stato il capovolgere il concetto di fare gruppo - ogni volta le diverse collaborazioni sono nate non su una similarità unificante ma sull'eterogeneità, su una conoscenza sia personale che artistica avvenuta appunto con lo scontro, i lavori di volta in volta sono nati da queste discussioni, da queste collisioni…

Ad ogni Sartoria è stata affiancata la produzione di una fanzine, nell'ultimo caso di una darkzine, "Safety-pin".

In “hickory dickory dock” ci si muove nella penombra, si è assaliti all'ingresso da suoni differenti.


Hickory dickory dock è una filastrocca-mantra.

In uno schermo, all'interno di una gabbia sospesa, che si scompone secondo la regola casuale della lotteria, le lettere vorticando su se stesse assemblano corpi disgiunti che manifestano le possibilità di un linguaggio caotico, ludico sensato ed incomprensibile insieme

Hickory Dickory Dock

The mouse ran up the clock,

The clock struck 1, the mouse ran down



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La condizione della coscienza normale viene meno quando sono bestie a (non) decifrare l'orologio di un mondo rigato, intermittente di illusioni avvolto nel buio, in cui si accendono febbrili: foto, performances, video - dove gli incontri con creature diverse, che a prima vista spaventano, sono avventure memorabili.

UN CORPO SI ABBANDONA E UN CORPO ASCOLTA -

uno spettro in una prigione di cellulosa proietta assenza -

un incubo morboso sotto la pelle nel bagno blu tinto di notturno umido



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Hickory Dickory Dock,

The worm squirmed out of the clock,

The clock struck 11, he said, "Let me get in again"

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LE VIE NERVOSE DEL CERVELLO SI INTERROMPONO, divengono in più modi trappola,

imitano le sbarre di una prigione, una gabbia di LANA, UN BONDAGE DI LASER

in cui si rinchiudono animali vivi, privati di una sensorialità, in attesa di cure.


Ancora Hickory Dickory Dock mescolanza disordinata di cose e persone per infusione del caso - una lotteria che genera parole indipendenti, una lotteria di destini,

che si mescolano tra loro - la voce di madame P. che si amalgama al "si così ti trovi bene..." del video demonesottolapelle.


Il suono elettronico della slot machine nella gabbia sospesa che genera parole indipendenti e il carillon mantenuto vivo dalle mani malate di Fabio, il cui cervello si dirama in tubi ed il rumore delle diapositive di Ottla.



Nella gabbia-stanza rigata si può interagire con un manichino di carne e lattice, mentre i cani mimano il contatto dei corpi di Nadia e Isabel che rotolano per terra -



si creano spazi imprevedibili, improvvisi attorno all'una o l'altra performance

mentre in un angolo accasciato c'è chi si legge "Safety-pin".



Se il materiale che intravedete può incuriosirvi

ricordatevi di depres-sys-tenze@hotmail.it

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