20 gennaio 2020

GLI 11 MIGLIORI FILM E SERIE TV DEL 2019 secondo CAINA.IT




Ragazzi che annata filmica pazzesca che è stata!
Party sanguinosi, congreghe stregonesche, poeti dionisiaci, outsider violenti, serial-killer sdentati, astronavi alla deriva, culti ancestrali, rocknroll sovietico, umani non umani, gentildonne in conflitto e gentildonne in vendetta. Per cui bando alle ciance e gustatevela tutta questa Classificona!



CLASSIFICA FILM

PRIMO POSTO
CLIMAX (Gaspar Noè - 2018 Francia)


Era indubbiamente il film più atteso qui in redazione, ma non potevamo immaginare che sarebbe stato tanto deflagrante. Un'opera ad altissimo impatto visivo e sonoro: balli sfrenati, musiche martellanti, coreografie pazzesche, colori ultra saturi, effetti speciali, camere che sfidano le leggi di Newton, LSD, deliri, sangue sesso e allucinazioni. Un viaggio di sola andata dal Paradiso all'Inferno, senza ritorno. Un film che parte da un sogno (l'America) e finisce in un incubo. Ma sotto le apparenze c'è anche tantissima sostanza: c'è infatti un film fortemente politico e simbolico (anche se il regista su questo punto fa un po il vago). Perchè a differenza dal Salò di Pasolini, qui i giovani si uccidono spontaneamente tra loro, diventando carnefici gli uni degli altri, animati da un profondo vuoto interiore che li contraddistingue. A fine film, quando la telecamera si ribalta mentre si immerge nell'orgia finale, ci è venuta in mente una vecchia canzone dei C.C.C.P. :"Trema e vomita la terra. Si capovolge il cielo con le stelle. E non c'è modo di fuggire. E non c'è modo di fuggire mai mai. Svegliami svegliami. Svegliami.". Devastante.


SECONDO POSTO
SUSPIRIA (Luca Guadagnino - 2018)


Luca Guadagnino da almeno 10 anni stava meditando su questo remake, con l'amore di un fan ancora abbagliato dalla prima visione infantile del film originale, ma fermamente deciso a mettere in scena le sue teorie, le sue ossessioni, il suo cinema. Ma com'è questa nuova versione di Suspiria? Non è facile descriverla. E' un'opera densa, stratificata e composita. Al canovaccio base vengono aggiunte molte sottotrame, la carne al fuoco risulta davvero tanta. Tantissima. Forse troppa. Guadagnino sapendo di non poter competere con la vivida e abbacinante bellezza visiva del capolavoro di Argento, in maniera intelligente ne sviluppa la trama. Abbiamo dunque un film che fondamentalmente parla di madri e figlie, ma anche di femminismo, di rivolta e rivoluzione, di politica, di arte, di amore e morte.Un film fortemente, fortissimamente femmina, pieno di femmine che si attraggono, si respingono, si amano e si odiano. Legate indissolubilmente una all'altra. Come una madre con una figlia. Mater è infatti la parola magica per aprire le segrete porte. Anche se all'opera non mancano i difetti, il Suspiria di Guadagnino smuove qualcosa. E' un Film Evento e ha talmente tanta forza da superare indenne alcune carenze e vincere comunque la battaglia. Perchè questo film decreta il "brand" Suspiria come archetipo assoluto della mitologia cinematografica, una Grande Madre Rossa dalla quale potrebbe nascere un New Horror, con forse meno cromosomi del cinema di genere, ma con più lirismo.


TERZO POSTO
THE BEACH BUM (Harmony Korine - 2019 USA)


Era difficile per Korine affrontare il post Spring Breakers, visto il suo meraviglioso lavoro precedente. Il regista mantiene furbamente i colori e l'ambientazione (una Florida visivamente luccicante), ma cambia tono, passando dalla disperazione adolescenziale all'edonismo creativo maturo. Il protagonista (uno strabiliante McConaughey) vive una vera e propria parabola morale, passando dal fancazzismo del miliardario alla creatività del senzatetto, ma sempre con uno stile coerente e ineguagliabile: bevendo, drogandosi e facendo sesso a tutto spiano, godendosi sempre e comunque la vita, vivendo al massimo ogni singolo secondo della sua esistenza. Un novello Pinocchio di Key West (un piccolo paradiso di fronte Miami), che incontra per la sua strada personaggi improbabili ed eccessivi, che ha come obiettivo proprio il tornare bambino, e liberarsi dalle sovrastrutture che la società ci impone. Il tutto girato in maniera strabiliante, con un montaggio ondivago e una fotografia ultrapop da video-arte. E al regista perdoniamo anche quella retorica non richiesta che fa capolino nel lieto fine.


QUARTO POSTO
JOKER (Todd Philips - 2019 USA)


Cosa dire del film più chiacchierato, recensito, elogiato, analizzato dell'anno? Bè intanto dire che è un film davvero disturbante, inquietante, deprimente, e contemporaneamente pieno di rimandi, citazioni, riferimenti, omaggi, impossibile da citare tutti. Anni luce distante dall'etica e dall'estetica dei classici Comics americani. In una ambientazione degradante (la New York alias Gotham City di inizio anni 80) vediamo crescere pian piano la follia di un protagonista (uno scarto della società, un alienato, indifeso, bullizzato) che partendo dalla paranoia psicotica finisce nel delirio omicida, in un percorso che da farsa si trasforma in tragedia assoluta. Ma quando le gesta criminali del ragazzo diventano un simbolo di ribellione, viene fuori il contenuto sovversivo del film: la descrizione di un Joker anarco-comunista che si contrappone a un mondo gelido capitalista che in futuro sarà difeso strenuamente proprio da Batman. Un film che quindi si concentra sul background del cattivo, dello stronzo, del maligno, del perverso, del malvagio, che quando entra in scena ci sta sempre più simpatico dell'eroe di turno. Adesso ne sappiamo il motivo!


QUINTO POSTO
THE GOLDEN GLOVE (Fatih Akin - 2019 Germania)


La sorpresa dell'anno. Non gli davamo credito, avendo letto un po di articoli in giro. Troppo violento, troppo lurido, troppo semplicistico dicevano. E invece si sbagliavano, perchè questo film è una botta forte forte. Un'opera fatta essenzialmente di una cosa: degrado. Degrado umano, degrado fisico, degrado morale, degrado sociale. In una Germania anni 70 (ancora fortemente condizionata dalla mazzata post bellica), in un baretto fatiscente frequentato da relitti umani, un omino insignificante, brutto e sporco, si scopre anche molto cattivo: smembra vecchie prostitute e le seppellisce in casa, dopo averle fatte a pezzi. E' una storia terribilmente vera, che il regista ricostruisce fedelmente e coraggiosamente, sfidando l'occhio e lo stomaco dello spettatore, ricostruendone i dettagli. A un certo punto del film riesci a sentire la puzza fetida che stagna nella squallida casetta del protagonista. Credeteci. E poi signori, che prova d'attore: quel bellone di Jonas Dassler, una volta imbruttito e sdentato, si cala in maniera allucinante nel personaggio, sfiorando il ridicolo (la scena di sesso col wurstel dove la mettiamo?), ma sempre mantenendo un equilibrio che rende l'opera credibile. Un piccolo capolavoro del weirdo, uno slasher in salsa schlager, da gustare rigorosamente bevendo birra, mangiando crauti. Dentro al Golden Glove Bar, naturalmente. Dai ce la facciamo una ultima bevuta?


SESTO POSTO
ANIARA (Pella Kagerman, Hugo Lilja - 2018 Svezia)

  
Ecco un film di fantascienza come piace a noi: sociologico, problematico, segue dibattito. Tratto dal poema antiutopico del premio Nobel svedese Martinson (volete leggerlo? sono solo 103 canti dai ...) l'opera è un affascinante viaggio nello spazio profondo, direzione ... il nulla! E' la storia di un manipolo di (s)fortunati ricconi terrestri che abbandona il nostro pianeta ormai morente ("Non vuoi fare ciao ciao alla Terra?"), direzione Marte, sulla astronave Aniara, una sorta di nave da crociera interstellare, un enorme Centro Commerciale con Formula All Inclusive. Ma le cose vanno storte, la rotta maestra viene persa, e finito il carburante, sono tutti condannati a vagare nello spazio per sempre. Unico svago il computer MIMA, un enorme spazio di realtà virtuale nel quale rivivere le esperienza terrestri, che diviene subito la droga alla quale aggrapparsi per non impazzire. Un approccio al genere in maniera poetica; un film desolante, abissale, glaciale. E col procedere del film e dei millenni, una siderale desolazione si impossesserà anche di voi.


SETTIMO POSTO
MIDSOMMAR (Ari Aster - 2019 USA Svezia)


Dobbiamo essere sinceri: il tanto osannato precedente horror del regista, Hereditary, ci aveva un po deluso. Quindi eravamo abbastanza prevenuti. E invece questo Midsommar è una rivelazione: tremendamente affascinante, visivamente abbagliante, con un finale raggelante. La sortita in terra svedese di un gruppo di giovani ricercatori americani, alla scoperta degli antichi culti del solstizio d'estate, si trasforma in un incubo vissuto in pieno giorno e sotto un sole implacabile, visto che praticamente non tramonta mai. Certo, il riferimento naturale è quel piccolo capolavoro malsano di The Wicker Man (1973), ma attualizzato alle paure e al disagio contemporaneo. Perchè sarà proprio il personaggio più problematico, la giovane Dani, a  meglio integrarsi negli allucinanti riti pagani per dimenticare i propri sconvolgenti tormenti interiori. (P.S. Narra la leggenda di un director's cut, con scene inedite e molto più spinte ... procuriamocelo!)


OTTAVO POSTO
LETO (Kirill Serebrennikov - 2018 RUSSIA)


Dalla Russia con furore ... il furore del Rock'n'Roll. Leningrado, inizio anni 80. Mentre nel mondo deflagra il Post-Punk, li è difficile anche solo recuperare un vinile usato. Le poche band giovanili devono passare il vaglio delle commissioni del partito ed esibirsi nei teatri di Stato, sotto l'occhio inflessibile dei militari. Mike, un noto cantautore vecchio stile (Beatles, Dylan) diviene il produttore di un giovane cantante pieno di idee e riferimenti moderni (Bowie, Iggy Pop), stringendo una amicizia sincera e dando inizio all'avventura dei Kino, la rock band più importante della Russia anni 80 (googlare per credere). Un film espressionista, girato in un superbo bianco e nero, contrappuntato da scene musicali esplosive, ultrapop, cartoonesche, visivamente fantastiche, spesso immaginifiche ("Questo non è mai successo"). Una versione proletaria di Velvet Goldmine, commovente e insieme rabbiosa.


NONO POSTO
BORDER (Ali Abbasi - Svezia 2018)


Il post queer movie che attendevamo da tempo. La tematica del gender non solo relegata al binomio maschile/femminile, ma espansa al concetto di identità di essere: essere umano, essere animale, e le vie di mezzo. La protagonista Tina scoprirà il suo doppio mistero, la sua vera natura, in un crescendo che culmina in una delle scene sessualmente esplicite più strambe mai viste sullo schermo, da applausi. La tematica del diverso e della eventuale integrazione al sistema, riletto in chiave fortemente weird, ispirato ad alcune leggende della mitologia scandinava. E poi il messaggio fortemente politico del film: ha senso reprimere il proprio "essere" per farsi accettare dalla società? Tina saprà cosa scegliere e sarà ricompensata in un finale sorprendente e "familiare". 


DECIMO POSTO - EX AEQUO

LA FAVORITA (Yorgos Lanthimos - Irlanda 2018)



THE NIGHTHNGALE (Jennifer Kent - Australia 2018)


Due film così diversi ma fortemente accomunati. 
Il primo ambientato nella corte inglese del '700, tutta sfarzi, parrucconi, balli, intrighi. Protagoniste assolute tre donne.
Il secondo ambientato ai confini dell'impero, nella Australia dell'800 tutta fango e sangue, terra nella quale finivano tutti i reietti, gli avanzi di galera, gli indesiderati della colonie inglesi. Protagonista assoluta una donna.
Il primo una spietata e stilosa lotta senza esclusioni di colpi, un conflitto all'ultimo sangue come solo due donne potrebbero fare. Il tutto per aggiudicarsi il ruolo di Favorita della Regina, una triste e sola monarca, sofferente di gotta e di mancanza di amore. 
Il secondo una rabbiosa e feroce lotta tra una gracile ragazza "violata" e un crudele militare. Un "rape and revenge" d'autore, violentissimo ma storicamente inappuntabile; un orribile viaggio nel disumano nuovo mondo australe (misogino e razzista), che la protagonista compie alla ricerca di vendetta, tentando disperatamente di restare umana.


Oltre agli undici premiati, nel 2019 sono usciti tre film fuoriclasse che onorano magistralmente la Settima Arte per narrazione, ricostruzione e magia. Film per i quali abbiamo creato una sezione speciale: Gli Outsider! Per loro grandi applausi!

THE IRISHMAN (Martin Scorsese - USA 2019)
C'ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD (Quentin Tarantino USA 2019)
PINOCCHIO (Matteo Garrone - Italia 2019)

Infine segnaliamo altri titoli particolarmente riusciti che hanno reso memorabile questo 2019
VOX LUX - SORRY TO BOTHER YOU - HIGH LIFE - IN FABRIC - BACURAU - UNDER THE SILVER LAKE - RELAXER - I VILLEGGIANTI - NEVERMIND


Ok, adesso passiamo alle serie tv, che sebbene non siano proprio una nostra grande passione, monitoriamo comunque.   

CLASSIFICA SERIE TV

PRIMO POSTO
TOO OLD TO DIE YOUNG (Nicolas Winding Refn - USA 2019)


Chi, come noi, ha avuto il coraggio di guardarla tutta tutta (superando indenni alcuni episodi davvero narcolettici) si è trovato davanti un'opera visivamente magnifica, violenta, nichilista e romantica anche se non ben identificabile. E' solo una serie tv? E' un film tagliuzzato in puntate? E' video arte spacciata e venduta sottobanco? Ma con Refn è meglio non farsi troppe domande, spegnere per una volta il cervello e lasciarsi andare a una Pura Visione Estatica. Quando vi ricapita una fortuna del genere? 


SECONDO POSTO
EUPHORIA (Sam Levinson - USA 2019)


Sesso Droga e Trap&Roll from Tampa! Una visivamente magnifica ma moralmente violenta immersione nel microcosmo adolescenziale statunitense, ossessivamente esibito sui social media, senza esclusione di colpi. La seconda puntata pare abbia fatto il record di cazzi esibiti in un singolo episodio (ne abbiamo contato una trentina, ma il numero è destinato a salire ...). Una regia stupefacente (riguardatevi la terza puntata, tutta ambientata in un Luna Park), delle attrici in stato di grazia, dei personaggi memorabili (il transgender Jules). E poi la frase dell'anno: "Non c'è niente di più potente di una ragazza grassa a cui non frega nulla."


TERZO POSTO
THE ACT (Nick Antosca, Michelle Dean - USA 2019)


L'incredibile storia vera di una pariglia di furbone che per anni ha truffato il sistema sanitario degli USA. Una coppia di imbroglione davvero memorabile: Dee Dee, la madre padrona e ossessiva, e Gipsy, la figlia serva e degente, legate da un rapporto morboso e malsano, che culminerà in maniera sanguinosissima. Disagio e weirditudine allo stato puro come piace a noi.


MIGLIOR DOCUMENTARIO
HAIL SATAN? (Penny Lane - USA 2019)


Divertentissimo documentario sulle gesta del Satanic Temple, piccola ma agguerrita organizzazione di satanisti americani, che combatte strenuamente per la laicità dello stato americano e contemporaneamente per la libertà di culto satanico. Perchè è possibile innalzare una statua dei Dieci Comandamenti e non una del Bafometto? Un documentario sorprendente, dal quale emerge un Satana eterno ribelle, difensore della giustizia e della libertà personale, un simbolo per tutti gli outsider che non si riconoscono nel Nuovo Ordine Mondiale che ci hanno imposto.


MIGLIOR ATTORE
MATTHEW McCONAUGHEY


Nell'anno di Joker e di Joaquin Phoenix (che stravincerà miriadi di premi altrove), noi premiamo quel simpaticone di McConaughey, che si è calato perfettamente nel ruolo di weird-freak in The Beach Bum. Moondog, recitaci ancora una delle tue scurrili poesie, facci sbronzare di nuovo a bordo spiaggia, inebriaci di dionisiaca libertà. 

1 commenti ricevuti:

  1. film e l'ordine di classifica è in realtà interessante. Voglio anche di check it out e qui sono buoni https://piratestreaming.page/ film ...

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