Un oscuro scrutare: Kenneth Anger lo stregone di Hollywood


“Ho sempre considerato i film malvagi ... fare un film è lanciare un incantesimo."
Kenneth Anger

Kenneth Anger: l'oscuro visionario "stregone della celluloide". Figlio di Hollywood ma estraneo alla sua logica, Anger ha trovato nel cinema lo strumento per canalizzare le sue visioni e rivelare l'oscurità celata dentro al raggiante sogno americano. I suoi fotogrammi sono tessere di un enorme puzzle, frammenti di un messaggio misterico che si rivela solo in parte. Come i simboli dei tarocchi, le sue immagini vogliono aprirsi a interpretazioni multiple, custodendo tra luci e ombre le tracce del loro enigma. Seguiteci, proviamo a svelarlo insieme.



1927-1946: Big Bertha e Aleister Crowley

Nel chiarore della California del 1927, Kenneth viene alla luce. Nato come Kenneth Wilbur Anglemyer, vive un'infanzia piuttosto turbolenta a Santa Monica. Nonostante una relazione tesa con la famiglia, Anger trova sostegno in sua nonna Bertha, che lo introduce al cinema e ne incoraggia la passione. E' proprio la nonna a farlo esordire, da comparsa, in un adattamento di Sogno di una Notte di Mezza Estate del 1935, anche se la reale presenza di Kenneth è stata negli anni molto dibattuta.


Big Bertha è donna libera e indipendente: vive insieme a una compagna, tal Miss Diggy, colleziona costumi di raso, frequenta musei, sale concerto e cinema. Kenneth vede in lei una guida e comincia a sperimentare. Le sue prime opere emergono nel calore di quel tempo magico che è l’adolescenza: "Ferdinand the Bull", girato all'età di dieci anni, e "Who Has Been Rocking My Dreamboat", realizzato a quattordici, andati perduti, sono testimonianza di una creatività precoce. Kenneth coinvolge gli amici, crea storie, realizza rudimentali effetti.

Dirà in seguito: "Ero un bambino prodigio che non è mai diventato più intelligente".

Nel 1944 Kenneth si trasferisce a Hollywood e frequenta la Beverly Hills High School. Fa conoscenza con Marilyn Granas, sosia di Shirley Temple, e con lei gira "Escape Episode", ambientato in un antico castello hollywoodiano. Anger si nutre di cinema e durante una proiezione viene introdotto all'occultista inglese Aleister Crowley. 


E’ un momento chiave per la formazione umana, artistica e filosofica del regista. Anger si immerge nel mondo dell'occultismo e dell'astrologia, un viaggio interiore che non avrà mai fine. Legge i libri del rosacrociano L. Frank Baum, e le opere del mago cerimoniale Eliphas Levi. Tuttavia è  l'opera di Crowley a catturarlo maggiormente: abbraccia la religione di Thelema, dall'occultista fondata, anche se si considererà per tutta la vita un "praticante solitario".

In questo intricato intreccio tra cinema ed esoterismo, Kenneth Anger traccia il solco della sua vita, aprendo le porte a un mondo immaginifico e misterioso che lo renderà un pioniere dell'arte cinematografica sperimentale e dell’occultismo moderno.


1947-1953: Rabbia, Ribellione e Fuga

Nel 1947 un altro momento chiave: Kenneth scopre la sua omosessualità. Non è un bel momento storico: gli atti omosessuali sono proibiti negli Stati Uniti, ma Anger sente il fuoco che gli brucia dentro. Frequenta la scena gay underground, un mondo nascosto, affascinante, proibito, pericoloso: viene arrestato durante una retata e i genitori lo cacciano di casa. Ma c’è sempre nonna Bertha: lo sistema in un appartamento tutto suo, un nido sicuro in cui esplorare la sua arte e la sua sessualità senza paura. La rabbia e il risentimento accumulati lo portano a una nuova svolta: rinuncia al suo vecchio cognome Anglemyer, per il più secco e ficcante Anger. Una dichiarazione di guerra.

Si iscrive all'Università, studia cinema e sperimenta allucinogeni: le droghe psichedeliche amplificano la sua visione creativa. Si sente pronto a realizzare il suo primo “vero” film: un’opera che parli di sessualità in un contesto d'avanguardia.

"Fireworks"

Della durata di soli 14 minuti, racconta la storia di un giovane (Anger stesso) che seduce dei prestanti marinai, solo per esserne tradito e brutalmente aggredito. Immerso in un ambiente promiscuo trasudante sessualità, il film esplora temi oscuri, viscerali con una carica erotica provocatoria e immagini di sangue e violenza. Immagini potentissime e simboliche: il "cazzo che esplode", “l'albero di Natale che brucia". Un radicale atto di rabbia verso la repressiva società dell'epoca, una luce scintillante nel buio dell'intolleranza. 


"Questo film è tutto quello che ho da dire sull'avere 17 anni, la Marina degli Stati Uniti , il Natale americano e il 4 luglio ". Kenneth Anger


Scandalo! Anger viene prima arrestato con l'accusa di oscenità, e poi assolto: il suo film è arte purissima. Attira addirittura l'attenzione del famoso sessuologo Alfred Kinsey e nasce una profonda amicizia tra i due. Anger sarà un riferimento per le ricerche di Kinsey e lui una sorta di "padre" per il regista. 

Nel 1949, realizza "Puce Women", un bellissimo omaggio alle grandi attrici del passato in un tripudio di colori vibranti e gonne svolazzanti. La protagonista Yvonne Marquis  incanta con la sua sensualità audace e la sua magnetica stravaganza.


"Puce Women è la mia storia d'amore con Hollywood, con tutte le grandi dive del cinema muto. Stavo, in effetti, filmando fantasmi." Kenneth Anger

Nello stesso anno dirige "The Love That Whirls", ispirato ai sacrifici umani aztechi: viene distrutto dai tecnici del laboratorio, sconvolti dal suo contenuto.

Nel 1950 Anger si trasferisce a Parigi, dove stringe amicizia con il regista Jean Cocteau. Qui si sente più libero e ispirato. Realizza "Rabbit's Moon", una stupefacente fiaba onirica ambientata in un mondo incantato. Blu notte surreale: un poetico clown tenta disperatamente di abbracciare la luna, mentre un mefitico Arlecchino si prende gioco di lui. 


Nel 1953 giunge a Roma per realizzare un film sul cardinale d'Este, un oscuro personaggio del XVI secolo. Il risultato è "Eaux d'Artifice". Meravigliosa danza di immagini e musica, un videoclip ante litteram, girato all’interno dei giardini di Villa d'Este a Tivoli. Sensuali spruzzi lattiginosi esplodono da mille fontane, mentre una misteriosa dama in occhiali scuri si aggira furtiva nella notte.


“D'Este era un pervertito sessuale . Ci sono pochissime cose che considero davvero perverse, ma a lui piacevano le capre, e questa è davvero una perversione.” Kenneth Anger


1953-1960: Da Hollywood a Babilonia

L'Europa ha accolto Anger, ma ecco l’ennesima svolta: nel 1953 muore sua madre, spingendolo a tornare negli Stati Uniti. Kenneth ritrova la scena artistica californiana, la scopre più viva e vi si reimmerge. E’ un periodo di feste eccentriche. A una di queste, intitolata "Come As Your Madness", Anger vi partecipa travestito da Ecate, l'antica dea greca. E’ un party al contempo folle ed elegante, classico e ultramoderno. Quella notte di euforia e stravaganza alimenta la sua immaginazione e sarà la base per un nuovo lavoro: 

"Inauguration of the Pleasure Dome"

Completato nel 1954, il nuovo film è un'opera d'arte. 38 minuti di richiami mitologici  e crowleyani: divinità pagane come Iside, Osiride, Pan e Anger stesso nel ruolo di Ecate. Un'esperienza cinematografica strabiliante: Anger si trasforma in pittore, dipingendo ogni singola inquadratura con colori vivaci e audaci. Gli effetti video sono sbalorditivi: le immagini si dividono, si riflettono e si moltiplicano in un turbinio caleidoscopico; un trip psichedelico che fa perdere ogni punto di riferimento. Volti deformanti rendono l’opera un viaggio da incubo. Nel finale un'incredibile orgia: l'horror si fonde con l’esoterismo e la pura estetica. Un'ode all'immaginazione sfrenata e all'espressione artistica più audace. Un modernissimo capolavoro!


"I film sono costruzioni architettoniche. Sono messi insieme, incollati insieme. È come fare un arazzo."
Kenneth Anger

L’opera ha un impatto devastante: si susseguono proiezioni e riconoscimenti in vari festival cinematografici, soprattutto europei.

Nel 1955 Anger si reca, insieme all’amico Kinsey, all'abbazia di Thelema di Cefalù, in Sicilia. Quel luogo in rovina era stato un rifugio per Aleister Crowley negli anni '20, e Anger si prodiga a ripristinarne gli affreschi erotici presenti sulle pareti. Gira anche alcune scene per un documentario, “Thelema Abbey", andato purtroppo perduto.


La morte improvvisa dell’amico Kinsey lo devasta: Anger si rifugia a Parigi in disperata solitudine. In questo periodo di grossi problemi economici, Kenneth ha una idea geniale: scrivere "Hollywood Babilonia" un libro che riveli i segreti più oscuri e pruriginosi delle celebrità. Coinvolge un ghost writer e sciorina le peggior leggende sui divi del Cinema, senza però mai citare nessuna fonte: "racconti diretti", afferma un Kenneth impassibile. Il libro è un viaggio senza compromessi nell'inferno dorato hollywoodiano: scandali, eccessi e perversioni si nascondono dietro le quinte. Attraverso una miriade di aneddoti inconfessabili, il libro ci svela l'abbraccio indissolubile tra successo e perdizione.


Scoppia la Bomba! Inizialmente esplode solo in Europa: in America ne circola solo una edizione pirata. Le star minacciano querele: in particolare Gloria Swanson pare sia incazzata nera. In risposta Anger le invia una elegante bara ripiena di zucchero, con incisa la parola "shalom". Attraverso le pagine incendiarie di "Hollywood Babilonia", Anger ritrova popolarità, ossigeno e un sostegno finanziario che gli permette di dedicarsi a nuovi progetti.



1961-1969: Il Culto Underground e la Ricerca Esoterica

"Scorpio Rising"

Nel 1961 Anger torna negli Stati Uniti e realizza una pellicola audace e provocatoria sulla sottocultura dei biker, gli angeli motorizzati della gioventù bruciata. Anger ingaggia "Scorpio", vero “black rebel e lo immortala in compagnia della sua banda. Le accelerazioni cromate si intrecciano  con immagini fortemente controverse: iconografie naziste, nudità maschili e Gesù Cristo. Il risultato è un'esplosione di emozioni viscerali e perverse, sostenute da suggestive melodie sixties. Anger riprende i volti iconici di James Dean e Marlon Brando e li trasforma in potenti simboli di sovversione. L'orgia finale dei motociclisti: rituale infernale infarcita da svastiche e grugniti. La morte chiude infine questo viaggio sconvolgente.


“La morte riflessa dallo specchio della cultura americana. Thanatos cromato, in cuoio nero e jeans prorompenti". Kenneth Anger

La pellicola diventa immediatamente un culto underground, nonostante i soliti prevedibili problemi giudiziari. Sempre alla ricerca di nuovi finanziatori Anger si rivolge alla Ford Foundation, che aveva sorprendentemente avviato un programma di sovvenzioni per registi visionari. Ottenuto così un discreto budget, gira "Kustom Kar Kommandos" costituito da una sola scena: un giovane prestante lucida sensualmente una splendida auto da corsa, la cinepresa è costantemente ad altezza pube e glutei, colori ultra-saturi, interni rosso carne. Una vertigine omosex!


Intanto “Hollywood Babilonia” viene stampato ufficialmente negli USA e per Anger si apre un nuovo periodo di libertà economica e artistica. E’ il 1966: l'atmosfera ribolle di psichedelia. Anger decide di sfruttare il potere dirompente dell'LSD, droga ancora considerata legale negli Stati Uniti. 

Riprende il girato di "Inauguration of the Pleasure Dome" e ne crea una versione lisergica: "Sacred Mushroom Edition" viene presentato in una sala gremita di giovani strafatti, esaltandone così l'esperienza sensoriale. Questi episodi accrescono a dismisura la fama di Anger: i suoi film vengono proiettati a ripetizione, in riti cinematografici collettivi. Anger arriva a definirsi "il più mostruoso regista dell'underground", facendo il verso ai tabloid che avevano etichettato il suo maestro Crowley come "l'uomo più malvagio del mondo".

Si aprono le porte su un mondo ancora più eccentrico di lui. Con alcune celebrities stringe profonde amicizie: Anton LaVey, il fondatore della Chiesa di Satana, lo nomina padrino di sua figlia. Verso altri Kenneth dimostra profonda antipatia: non sopporta proprio quell’Andy Warhol e la sua crew. Nel 1980, Anger al limite della sopportazione, getterà un secchio di vernice sulla porta di casa dell’artista!

E’ la volta di San Francisco, dove Anger trova nuovo rifugio. Inizia a concepire il suo kolossal: "Lucifer Rising" opera nella quale riversare le sua fervente fede thelemica. Anger arriva a tatuarsi “LUCIFER” sul petto. 


Caccia aperta dunque al Lucifero perfetto: un giovane che possa incarnare "il Bambino Incoronato e Conquistatore". La scelta cade su Bobby Beausoleil, attore, musicista, individuo non proprio raccomandabile. L’amicizia tra i due é tumultuosa. Anger accusa Beausoleil di aver rubato il primo girato di "Lucifer Rising". Il secondo controaccusa il regista di essersi inventato tutto per nascondere i grossi problemi coi creditori. Fatto sta che finisce malissimo: Beausoleil approda nella Manson Family e si troverà coinvolto in un omicidio; ad oggi sta ancora scontando la pena in un carcere della California. Anger addirittura si finge morto, pubblicando un suo memoriale sul Village Voice del 26 ottobre 1967.

Sorpresa: riappare a Londra, dove il miliardario John Paul Getty Jr. è diventato suo mecenate. Stringe amicizia con Mick Jagger, con Keith Richards e con la modella e attrice Anita Pallenberg. Anger sempre malleabile e pratico, decide di utilizzare gran parte del materiale appena girato per un nuovo film: 

"Invocation of My Demon Brother"

Uscito nel 1969, interpretato da Beausoleil, LaVey, Jagger, Richards e dallo stesso Anger, l’opera è fulgidamente evocativa, poetica, esoterica, magica. La colonna sonora proto-industrial viene composta addirittura dallo stesso Jagger, coinvolto dalla forza delle immagini. Anger appare come un frenetico sacerdote cerimoniante, attorno al quale tutto ruota: un turbinio di simboli e attività occulte, tra la quali anche un funerale satanico per un gatto. Filmati di repertorio della guerra del Vietnam si incastrano a frammenti di un concerto dei Rolling Stones, la loro prima apparizione dopo la morte di Brian Jones. “Zap you're pregnant that's witchcraft” è l’oscura e minacciosa frase finale. 



1970-1981: Lucifer Rising

Nel cuore degli anni 70, Kenneth Anger si immerge definitivamente nelle lande sulfuree di "Lucifer Rising": ardente è il desiderio di portarlo finalmente a termine. Il destino lo conduce a Marianne Faithfull, musa dell'epoca, che si unisce al cast. Lucifero, invece,  rimaneva un enigma. Chi poteva interpretarlo? Anger si rivolge di nuovo a Mick Jagger: cerca di convincerlo e sta per fare il colpaccio, Mick rifiuta.

Ma il momento è propizio: grazie a un finanziamento della British National Film, Anger ha finalmente i mezzi per creare un vero e proprio kolossal underground, trasportando cast e troupe in una danza che si dipana dal nord Europa alle sabbie dell'Egitto. 

Durante questo girovagare Anger si ritrova a casa di Jimmy Page, virtuoso chitarrista dei Led Zeppelin: condividono lo stesso culto thelemico. Addirittura la magione di Page era appartenuta proprio a Crowley: è la Boleskine House, all'interno della quale i due si avventurano in un rito di purificazione e evocazione.


Page è talmente coinvolto da voler comporre la colonna sonora del nuovo film. Finirà anche questa volta a insulti e querele: Anger litiga con Charlotte, compagna del chitarrista e viene cacciato di casa; il regista minaccia pubblicamente la coppia, evocando maledizioni. Fatto sta che per la colonna sonora deve recuperare le musiche composte anni prima da Beausoleil, col quale è costretto a riavvicinarsi.

Anger si trasferisce a New York, lavora forsennatamente e nel 1981, dopo un lungo percorso disseminato da ostacoli vede finalmente la luce:

"Lucifer Rising"

Una sinfonia di occultismo e simbolismo, un viaggio nell'abisso delle tenebre, della rinascita e della trasformazione. Miriam Gibril nel ruolo della divina Iside, Donald Cammell incarna il consorte Osiride, Marianne Faithfull la mitologica Lilith, mentre Leslie Huggins porta sulle sue spalle il peso di Lucifero. Anger stesso vi compare, riprendendo il ruolo di officiante che aveva interpretato nel film precedente. 


E tra le fiamme e le ombre, il fascino millenario delle piramidi e i moderni testi magici di Crowley, l’opera si dispiega in un caleidoscopio visivo: scene sotto al vulcano, immagini della sfinge, Stonehenge, lo splendido giubbotto in pelle recante la scritta LUCIFER. E poi il finale: Lucifero composto da innumerevoli corpi nudi che ballano, mentre nel cielo appaiono addirittura i dischi volanti! "Lucifer Rising": 30 minuti di magica danza tra Uomini e Dei uniti nel rituale definitivo.


"Lucifero è il dio della luce, il santo patrono dell'arte visuale. Il suo messaggio è che la chiave della gioia è la disobbedienza."  Kenneth Anger



1982-2023: Ultimi fuochi

Appena dopo l'uscita di "Lucifer Rising", viene trasmesso sulla tv americana "Kenneth Anger's Magick": intervista tenuta in una torrida serata di luglio nel suo appartamento di Manhattan. Il regista rivela pubblicamente di esser in avverse condizioni economiche (ha appena rivenduto il suo condizionatore!).

Anger è costretto ad arrendersi: avrebbe voluto realizzare un seguito di “Lucifer Rising”, continuare il suo viaggio cinematografico, ma purtroppo per due decenni non produrrà più film. La necessità di denaro lo spinge nel 1984 a pubblicare "Hollywood Babilonia II" e a continuare a proiettare i suoi vecchi film nei festival e nelle università. E’ un periodo bizzarro durante il quale si presenta agli eventi pubblici indossando una benda: "è a causa di una aggressione" afferma, senza aver mai dato maggiori delucidazioni.


Nel 1986, Anger vende a malincuore i diritti dei suoi film, che vengono distribuiti in VHS, ottenendo maggiore visibilità. L'anno successivo è ospite del Festival del Cinema di Avignone, in occasione del quarantesimo anniversario di "Fireworks". Poco dopo, appare nel documentario della BBC "Kenneth Anger's Hollywood Babylon"

Nel 1991, torna finalmente in California, a Palm Springs. Il British Film Institute insiste per una sua autobiografia, un progetto che non vedrà mai la luce. Nel 1995 ne appare una non ufficiale, densa di aneddoti. Anger la condanna fermamente definendo l’autore "nemico dichiarato".


Gli anni passano e di Anger si perdono pian piano le tracce. Ma Anger non esclude il ritorno. Nel 2000 realizza un nuovo cortometraggio dal titolo provocatorio "Don't Smoke That Cigarette",  segue a ruota "The Man We Want to Hang", dedicato interamente a Crowley. E poi ancora, negli anni successivi: "Anger Sees Red", "Mouse Heaven", "Ich Will!" e "Uniform Attraction". Addirittura in "Technicolor Skull", si reinventa musicista suonando il theremin. 

Nel 2010 Missoni gli commissiona un lavoro per la collezione autunno/inverno: piccolo capolavoro, ultimo sussulto. Le apparizioni si diradano. Vorrebbe pubblicare il terzo capitolo di Hollywood Babilonia, ma lo dissuadono: Scientology, "new religion of the Stars", è pronta a fargli una causa milionaria.

E così, l'11 maggio 2023, Kenneth Anger si spegne in una casa di cura della sua amata California. Ci piace immaginare che nelle ore precedenti al trapasso, a Kenneth possa esser apparsa l'amata nonna Bertha. La chiusura di un cerchio magico perfetto.


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