Quando la New Wave Italiana Divenne un Musical: PIRATA! CULT MOVIE (Paolo Ricagno - 1984)


Nel decennio selvaggio degli anni 80, quando l'Italia ballava scatenata la frenetica danza della creatività, la scena artistica New Wave stava tentando di allargare il suo campo di azione verso nuovi lidi: moda, giornali, televisione, tutti iniziavano a farsi contagiare dalla nuova onda. Mancava però un legame importante, quello col mondo del cinema. Nel mezzo di questo turbine culturale, Paolo Ciaffi Ricagno, appena ventitreenne, regista, sceneggiatore, protagonista e mente creativa del film, immagina un'opera che possa essere un assalto sonoro post punk alla settima arte.


Concepito e scritto nel 1981, girato nel 1982, PIRATA! viene ultimato solo nel 1984, giusto in tempo per esser presentato, con molta curiosità, alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film riceve applausi e premi, ma poi incredibilmente sparisce. Una misera distribuzione in sala, nessuna VHS, nessuna ristampa in DVD. Nessun recupero. Solo un vago ricordo nella mente di chi aveva avuto la fortuna di vederlo. STRACULT, il libro di Marco Giusti del 1999, lo cita, ma il film sembra letteralmente introvabile.

Nel settembre del 2004, a 30 anni esatti dalla sua prima apparizione, LA7 lo trasmette di notte, a sorpresa, riportandolo alla luce. Questa resurrezione televisiva crea un passaparola tra gli appassionati: fioccano però solo copie televisive scadenti tra i videoarcheologi. 

Nel 2015 la svolta: Paolo Ciaffi Ricagno decide di condividere la sua opera caricandola su YouTube. Finalmente la visione diviene possibile, dando il via alla riscoperta cinematografica. 
"L'ho pubblicata (nonostante la bassa qualità della copia) un po' per legittimo orgoglio, ma anche per la sua valenza di reperto storico" afferma giustamente il regista.

Intrigante, ambizioso e audace, PIRATA! CULT MOVIE si erge ad esempio di come il cinema possa sfidare la sorte avversa e resistere alla prova del tempo. È una testimonianza di come le opere apparentemente dimenticate possano tornare a splendere con nuova luce, pronte per essere riscoperte e celebrate. La storia di PIRATA! è una lezione sulla perseveranza artistica e sull'importanza della condivisione dei tesori cinematografici più unici e bizzarri.


PIRATA! ci catapulta in una dimensione distopica/futuristica che potrebbe non essere così distante dalla nostra attuale: un mondo in cui le persone sono prigioniere del tubo catodico, consumate da una passività ossessiva di fronte alla tv. Un futuro particolarmente bizzarro che mescola elementi cyberpunk con cimeli della belle époque. Intanto la Nazione è  governata in maniera implacabile da un dittatore mediatico: il "Sognatore Supremo" (interpretato da un ineffabile Ugo Gregoretti). I suoi sgherri poliziotti indossano divise di lattice giallo e nero e ricorrono alla violenza cieca e brutale pur di mantenere il controllo. L'unico intrattenimento concesso è guardare i sogni del dittatore in TV, emanati attraverso un bizzarro cappello: le persone sono costrette a vivere in un costante "sogno dentro un sogno".

Ma ecco apparire del nulla il Pirata: un ribelle anarchico, baffuto, fulmineo pattinatore, che ruba il cappello del dittatore e fugge, scatenando una frenetica ricerca notturna per le strade della città da parte di un intero esercito disumano. Durante la notte incontrerà una serie di personaggi fuori dal comune. La sua missione? Infiltrarsi nel Centro di Emanazione, l'emittente del "Sognatore Supremo" e rovesciare la dittatura. Il suo tentativo avrà successo? Non è dato sapere, causa un finale che rimane sospeso in un'ambiguità affascinante. PIRATA! trasmette dunque un messaggio potente, seppur amaro: la ribellione al potere può finire per esserne assorbita dai suoi ingranaggi. 


PIRATA! colpisce inizialmente agli occhi: si erge infatti come un'opera d'arte visiva audace e ardente, una fusione di formati e linguaggi visivi che catturano l'immaginario dei suoi anni 80. Il film abbraccia l'eclettismo visivo, mescolando come in un turbine: pellicola, video elettromagnetico, polaroid, grafiche elettroniche, fumetti e videogames. Vive di un ritmo frenetico, che richiama l'energia dei videoclip in una danza di immagini. Una intera sequenza è ambientata proprio in una sala giochi, luogo di ritrovo dei giovani postmoderni di quegli anni. Un'altra scena anticipa la body art di la a venire. Il film tenta di essere incarnazione visiva di una rivoluzione mediatica: MTV inizia le sue trasmissioni proprio nel 1981 così come anche Mister Fantasy, la storica trasmissione video/musicale della Rai. Ma i rimandi sono tanti altri ancora. 

Ci ricorda sempre Ricagno: "Rank Xerox (Tamburini-Liberatore) apparve nel 1981, Pentothal (Pazienza) nel 1982 e Zanardi nel 1983. Per restare al cinema, Liquirizia (Samperi) è del 1979, The Blues Brothers (Landis) del 1980, Diva (Beineix) e Escape from New York (Carpenter) del 1981, Liquid Sky (Tsukerman) del 1982, Sogno d'una notte d'estate (Salvatores) del 1983 e, volendo, Snack Bar Budapest (Brass) addirittura del 1988. Lungi da me paragonarmi a simili Maestri. Vorrei solo significare che il clima dove elaborai un'opera rock era quello."

Il film vive anche di rimandi alti e bassi tutti da scovare: la fuga e l'inseguimento dei ribelli in diretta tv sembra un richiamo a Fahrenheit 451; le enormi labbra rosso scarlatto che cantano sono una citazione precisa del Rocky Horror; i segni sul viso del Pirata paiono un omaggio al Bowie più glam; il cappello del Sognatore potrebbe esser un rimando a Fellini.

Il risultato è dunque una sinfonia visiva molto ricercata ma al contempo divertentissima, che celebra l'assoluta libertà visionaria del regista. Un viaggio visivo veramente unico che merita di essere esplorato e rivalutato.


Ma è la colonna sonora l'arma più potente e devastante del Pirata. Il film è quasi un manifesto della scena New Wave italiana degli anni 80, incarnandone l'esplosiva energia. La scelta geniale di Ricagno è quella di andare a scandagliare non il lato appena emerso della scena (Litfiba, Diaframma, ...), ma di scendere più in profondità, fino al nucleo più oscuro e puro della scena: Gaznevada, Art Fleury, Kirlian Camera, The Great Complotto, Joe Squillo, i Kaos Rock, sono gli elementi atomici sonori che riesce a coinvolgere nel suo progetto. Il film dunque riesce a gettare una luce sulla scena musicale italiana più sommersa.

Ma c'è di più. Gli artisti prestano non solo le loro doti musicali e canore, ma anche la loro presenza scenica, addirittura co-protagonisti del film, che diviene dunque un vero e proprio musical post-punk, quasi unico nel suo genere. I Gaznevada fanno i poliziotti in latex orchestrati dal commissario Robert Squibb (l'alter ego del loro chitarrista Ciro Pagano); gli Art Fleury si trasformano nei Videonegativi, il gruppo di ribelli al sistema; Joe Squillo e i Kaos Rock si scatenano in un locale underground; i Great Complotto interpretano dei teppisti di periferia.

Come per ogni musical che si rispetti, la colonna sonora di PIRATA! è composta integralmente da brani originali, scritti appositamente per il film. La musica diviene quindi non un semplice accompagnamento, ma cuore pulsante della narrazione: ne guida le scene e le emozioni in modo puntuale. Ripercorriamone alcuni momenti essenziali.

Si parte con COME UN FALCO (PIRATA e ART FLEURY): un esemplare brano new wave con basso batteria e tastiere perfettamente incastrati l'uno all'altro. Cantata dallo stesso Ricagno è la giusta ouverture alla vicenda. Da segnalare come gli Art Fleury vengano interrotti a a bastonate dalla polizia.


OPPURE NULLA (KIRLIAN CAMERA) è uno straordinario brano dal sapore notturno, che accompagna la scena in cui Pirata finisce in mano a due folli e seducenti tizie in auto d'epoca.


MONITOR (ART FLEURY) è uno dei vertici sonori e visivi del film: la fuga del Pirata prosegue su un tram notturno, zeppo di cittadini catatonici lobotomizzati dalle suadenti labbra che da una tv intonano una nenia suadente. Il basso profondo e il sax di Enzo Avitabile rendono la scena realmente emozionante.


Ma è l'apparizione di JOE SQUILLO a sganciare la bomba definitiva: la sua DEBI ONE cantata insieme ai KAOS ROCK sul palco di un locale new wave dell'epoca è pura energia atomica.




NOTTE SULLA CITTA (THE GREAT COMPLOTTO) è di una dolcezza incredibile, nonostante la scena sia ambientata in uno squallido sfasciacarrozze, abitato da barboni, punk e dimenticati da Dio. Segue l'osceno balbettio sintetico di 01110100 (THE GREAT COMPLOTTO), sperimentazione elettronica purissima.


DETECTIVES (GAZNEVADA) è una bizzarria assoluta: ambientata al commissariato, vede l'ineffabile Robert Squibb capitanare un manipolo di scatenati poliziotti ballerini sculettanti (i restanti Gaznevada).


CONCERTATO (LUISELLA CIAFFI e TUTTI) è il gran finale in musica. Mentre il Pirata sta per riuscire nella sua impresa ribelle, tutti i suoi antagonisti giungono al Centro di Emanazione per tentare di fermarlo: su tutti si erge la madre del Pirata (Luisella Ciaffi, madre del regista) che armata di fucile si esibisce in dei fantastici gorgheggi lirici.


Ma c'è ancora di più. A livello sonoro Ricagno compie un'altra scelta molto audace: quella di utilizzare un sintetizzatore Fairlight per generare tutti i suoni del film, aggiungendo una dimensione sintetica/concreta alla fruizione audio dell'opera, perfettamente in linea con il progetto complessivo.

Ma le chicche sonore nascoste non sono ancora finite. Pare che durante le registrazioni dei brani, nella sala accanto stessero lavorando personaggi molto noti della scena musicale italiana, che si divertirono a partecipare ai cori, chiedendo però di non esser accreditati. Si parla di Venditti, Mia Martini, Finardi, Alice. Un fantastico e magico incontro tra la musica italiana mainstream e quella underground. 

PIRATA! CULTI MOVIE è una dichiarazione d'amore alla scena New Wave italiana degli anni 80 e ne rappresenta un fantastico reperto audio/video. Se mai desideraste fare un tuffo nel passato e rivivere quell'epoca irripetibile, PIRATA! rappresenta il biglietto d'ingresso perfetto.

Ultime considerazioni finali.

1 - Ad oggi il film è ancora inedito in vhs, dvd, bluray, etc. Non è presente in nessuna piattaforma streaming. L'unico modo per visionarlo è la pagina youtube del regista .   

2 - La colonna sonora del film, vera e propria compilation di brani inediti della new wave italiana anni 80, non è stata mai stampata su vinile, cd, etc. Non è presente su nessuna piattaforma streaming.

3 - Il personaggio più bizzarro dell'intera pellicola è probabilmente il barman, il mentore protettore del Pirata, che a fine film si trasforma letteralmente nel suo angelo custode. Per alcuni potrebbe aver ispirato Wim Wenders per il suo IL CIELO SOPRA BERLINO.


4 - L'idea di visualizzare i sogni sugli schermi e divenirne spettatori passivi e drogati, sarà ripresa in modo puntuale proprio da Wenders nel 1991 in FINO ALLA FINE DEL MONDO.


Insomma Wim Wenders stava a Venezia nel 1984, ne siamo quasi sicuri. 
Paolo tu cosa ne pensi?

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