LA CANZONE DELLA NOTTE (Giovanni Pianigiani - 2008 ITA)


Trama: Frank Amore (che nome fantastico!) è uno che se la passa davvero bene. Si agghinda da drag queen malinconica e canta le sue canzoni nel localino romano The Night Song, gestito dall'amico Altaj ("uno che viene da un posto molto lontano" si ripeterà per tutto il film). Il posticino è frequentato da avventori davvero di ogni genere e grado che impazziscono per Frank (ci fornirà esibizioni per tutta la durata del film). Inoltre ha una tresca con la ballerina Sara, una con amicizie non raccomandabili. Frank sa anche leggere il futuro della gente, e arrotonda la parcella mensile facendo il mago. Una pacchia insomma. Ma in un istante tutto precipita: Altaj viene trovato con la gola squarciata, la polizia mette tutto sotto-sopra, e si piazza in casa di Frank la nipote del defunto, Alana (altro nome incredibile), una bonazza straniera che sprizza sesso e provoca in continuazione. Quando anche Frank si ritroverà uno squarcio sul collo e una indisposizione alla luce solare, si finirà dritti nell'horror più weird, nelle fauci di canini troppo aguzzi.



Secondo noi: Siamo da sempre degli ammiratori del maestro Pianigiani, un triestino con trascorsi bolognesi,  che accasatosi a Roma ha da sempre prodotto robette niente male, in pura politica Jess Franco: robaccia ma qualcuno deve pur farla! Qui siamo di fronte al suo film più ambizioso: un musical horror ambientato in una Roma misteriosa. E poi c'è Frank Amore (dalle oscure origini calabresi), che solo a vederlo e sentirlo già ti batte il cuore! I mezzi sono quelli che sono, cosi' come le canzoni di Frank, a volte riecheggianti il sorcino Renato Zero, altre volte davvero insopportabili! Ma quando la palpebra sta inesorabilmente calando il suo sipario, ecco che arrivano gli omicidi, il sangue, lo splatter e ci si risveglia, giungendo quindi ad un dignitoso finale. E al mattino dopo, ci si ritrova a cantare i versi sublimi(?) di Frank ("Vivo nella profondità della tua anima!") sperando un giorno di riuscire a scovarlo davvero in qualche localaccio romano.

Giudizio:  Sufficiente (3 su 5)



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