Quando il cinema italiano esplodeva di eccesso: INGRID SULLA STRADA (Brunello Rondi - 1973 ITALIA)


INGRID SULLA STRADA: mignotta-movie con idee, contenente delle incredibili performance ultra-sadiche da parte di uno degli eroi di Caina, l'immenso Franco Citti.

Ma andiamo con ordine. Ingrid è la bella Janet Agren (qui giovanissima ... forse appena diciottenne) che abbandona la fredda Finlandia per scappare in fretta in Italia. La vediamo alla stazione di Rovaniemi prendere un treno delle nostre FS ( ah, le magie del cinema ...) e quindi darsi al mercanteggio sessuale nei bagni, per tutto il tragitto. ("Datemi del LEI", ordina agli spaesati clienti!).
Giunta a Roma, viene rimorchiata letteralmente dalla capo-mignotta Francesca Romana Coluzzi (qui veramente in gran forma), alla guida di un carretto carico di belle ragazze, attorniato da coattelli che le apostrofano:" Mai visti asini che tirano vacche!!!"


La strana coppia (Francescona burina e simpatica, la Agren algida e tenebrosa) sembra funzionare e decidono di vivere e lavorare insieme.



Le avventure che condividono sono varie (incredibile la scena con Enrico Maria Salerno dedito a pratiche necrofile con moglie consenziente), ma ecco giungere il pappone della situazione: Franco Citti, una specie di furher a capo di un gruppetto di nazi-sadici, che lo venerano e adorano come un Dio.


E lui si comporta come un malefico gagà, ascoltando buona musica, gustando aristocratici caffè e abbellendo le dimore delle ragazze con stranissimi gadget kitch.


Ma quando si incazza diviene un mostro sadico: gustatevi questa incredibile scena di punizione, che Caina vi regala ... visto che in rete è quasi introvabile!



Citti non sopporta l'atteggiamento nordico della Agren, e la punisce sadicamente, organizzando una violenza di gruppo, filmata e rivenduta a suoi pervertiti conoscenti. ("Mi raccomando, molti primi piani e pochi zoom, che sono da dilettanti!")


Ma la nostra amata Francescona Coluzzi tenterà strenuamente di difendere la sua amica, con un immaginabile finale tragico!

Una trama piena di situazioni forti e personaggi eccentrici. Franco Citti in un ruolo davvero singolare del brillante sadico. Una combinazione di elementi erotici, violenza e stranezze sembra creare un'esperienza cinematografica unica. Un film squilibrato ed eccessivo, perfettamente incastrabile nel cinema estremo italiano degli anni 70, ma davvero impossibile da girare ai nostri giorni, fatti di politically correct e streaming video.

Un film davvero unico e pertanto da riscoprire e rivedere!

VOTO: OTTIMO E ABBONDANTE (4 su 5)

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