CAINA MOVIE AWARD 2025: I MIGLIORI FILM, DOCUMENTARI E SERIE TV del 2025 secondo CAINA.IT



In questi tempi ostili, di guerra, genocidi e apocalissi prossime venture, non ci resta che ... reagire!
Ecco allora il nostro consueto listone cinematografico di fine anno, stilato per un cocciuto istinto di sopravvivenza e senza nessuna pretesa di esaustività, alla ricerca del piacere filmico più godurioso e sfrucugliante. Niente classifica: solo una lunga lista, divisa per generi e in ordine alfabetico.
Vi troverete dentro: paranoie, psichedelia, sangue, sadismo, musical rap, orrori di provincia, filmicidi, virus letali, body horror, distopia, videogames, surfisti esoterici, Er Magnotta e Genesis P-Orridge! Buona Visione.


I MAESTRI

HIGHEST 2 LOWEST (Spike Lee - USA 2025)


The King of N.Y is back! Spike Lee è tornato e fa una cosa folle: trasforma un film di Kurosawa in un noir metropolitano, un musical rap, un’odissea morale filtrata da cultura pop e identità black.
Denzel Washington è un produttore musicale: New York è ai suoi piedi, l’ego in cima ai grattacieli. Poi rapiscono il figlio: non il suo, ma quello del suo autista. E il film esplode … BOOM! Si scende, dall'alto in basso. E ci si addentra nel cinema puro: la scena della festa portoricana da antologia, il viaggio in metro palpitante, il duello rap in sala d’incisione tra Washington ed ASAP Rocky. Orecchio ai titoli di coda: esplode Celentano con Prisencolinensinainciusol ... puro Caina-material.
Un film politico e visionario, stilisticamente perfetto, da un vero maestro del Cinema. Gioia per gli occhi, per le orecchie per la mente, per il cuore. Il cinema è ancora vivo.


L’ORTO AMERICANO  (Pupi Avati - 2024 ITA)


Bianco e nero rigoroso, location tra il delta del Po e la provincia americana. Un mistery che ricorda i capolavori del passato (Zeder, Voci Notturne) tra cadaveri dissotterrati e ossessioni amorose. Ma anche momenti di weird assoluto, come la scena della vagina pulsante, uscita da un incubo surrealista. 
L’Orto Americano è un Avati letterario, poetico, classico e bizzarro allo stesso tempo. Un film fuori dal tempo: ed è proprio qui che sta la forza di un cinema che non cerca il consenso, ma il brivido dell’ambiguità. Un film che dimostra come il mistery all’italiana non sia morto, ma sappia ancora respirare nelle ombre della nostra memoria.


UN FILM FATTO PER BENE (Franco Maresco - ITA 2025)

Mockumentary? Filmcidio? Miracolo mancato? Disastro? Capolavoro? Che cos’è un film quando rifiuta la sua stessa esistenza? E quando un regista tenta di uccidere la sua stessa creatura?
Il film di Maresco è tutto ciò e molto di più: un falso (quanto falso?) documentario, che sovverte la narrazione tradizionale, con un regista che scompare lasciando agli altri (allo spettatore, ai suoi collaboratori, al produttore) il compito disperato di inseguire la sua ombra. Maresco manda tutto a puttane e ci lascia da soli tra freak, santi volanti, partite a scacchi con la Morte, per poi ricomparire presentandoci un secchio. Si proprio un secchio ... che diventa manifesto del cinema più intransigente ed estremo.
Un'opera feroce, apocalittica, scorbutica, libera. Un film che ti prende a schiaffi e ti chiede di "depensare". Un film fatto per Bene.

Qui il nostro articolo completo: https://www.caina.it/2025/09/anatomia-di-un-filmcidio-un-film-fatto.html


I NUOVI MAESTRI

AFTER THE HUNT - DOPO LA CACCIA (Luca Guadagnino - 2025 USA)


Un’accusa di violenza sessuale. Da una parte un uomo bianco, brillante, arrogante. Dall'altra una studentessa nera, lesbica, iper-consapevole. In mezzo una donna potente, colta, ambigua. Esiste un colpevole? Abbiamo davvero una vittima? Tutto rimane sospeso fino alla fine, quando "dopo la caccia", ognuno avrà la sua ricompensa.
Un dramma da camera elegante e spietato; una fotografia calda e melliflua; una colonna sonora inquieta. Sullo sfondo uno scontro epocale: le nuove generazioni, pronte a denunciare qualsiasi cosa possa causare "disagio"; dall’altra i boomer, cresciuti a pane e umiliazioni, ma andando comunque avanti perché “il mondo funziona così”. Due visioni inconciliabili che non cercano un dialogo, chiedendoci di prendere posizione. 
Guadagnino invece guarda, ascolta e descrive. Osserva i personaggi scannarsi uno contro l’altro. Una sospensione del giudizio che ha reso il film scomodo e divisivo. Ma in un’epoca che pretende schieramenti immediati e sentenze istantanee, questa ambiguità morale è forse il gesto più radicale che si possa compiere.


ALPHA (Julia Ducournau - FRA BEL 2025)


Julia Ducournau, dopo l’uragano Titane, torna e ci trascina in un incubo anni ’80 sul dolore della crescita e lo strazio della perdita. Una ragazza si fa tatuare una “A” con un ago sporco: il virus è ovunque, il contagio è letale, i corpi diventano pietra. Alpha affronta l'adolescenza sull’orlo dell’abisso, tra stigma sociale, paura e ribellione. Un percorso lacerante che culmina nel vento rosso della morte.
Un film "rosso sangue" fatto di scene potentissime (la piscina insanguinata, la festa dei punk infetti, il vento rosso del finale), tra orrore e poesia, tra lacrime e sangue, tra virus sconosciuti e dipendenze letali.
Dopo l’anarchia visiva di Raw e il delirio meccanico di Titane, la regista francese sceglie una via diversa: non più l’esplosione del body horror, ma il respiro affannato dei corpi in disfacimento. Un'opera tenuta insieme dai legami: di sangue, di lacrime, di pietre, di polvere. Uno dei film più emozionanti e struggenti dell'anno. Non si esce vivi dagli anni 80.

Qui il nostro articolo completo: https://www.caina.it/2025/10/vento-rosso-sangue-alpha-julia.html


EDDINGTON (Ari Aster - 2025 Usa)


Rieccoci catapultati a inizio anni ’20 del secondo millennio. Covid, mascherine, lockdown, complotti, vaccini, virus, negazionisti, BlackLivesMatter, MeToo, YouTube, Instagram, armi, odio ... e chi più ne ha più ne metta!
La vita di Joe (Joaquin Phoenix), l’acciaccato sceriffo di Eddington, New Mexico, è un inferno. Ha una moglie con qualche trauma irrisolto e una suocera complottista. Come se non bastasse, deve fare i conti con il sindaco (Pedro Pascal) e le sue “assurde” regole da rispettare causa Covid: tra i due nasce un conflitto. Basta questo per scatenare l’apocalisse: bombe, mitraglie, guerra totale.
Ari Aster si conferma autore imprevedibile e bizzarro. Questa volta centra il bersaglio: racconta il presente come un western moderno, un ritratto grottesco e lucido di un’America febbrile. Accelera senza paura e, miracolosamente, non si schianta. Nessun santo, nessun eroe. Solo un martire perfetto per questi tempi assurdi: Joe.


QUEER (Luca Guadagnino - 2024 USA ITA)


Cronaca di un Amore Tossico. Luca Guadagnino riscrive William Burroughs con sensualità, desiderio, ossessione, corpo, visione. Al centro della scena Daniel Craig straordinario nei panni dello scrittore cult: fragile e magnetico, perso tra bar fumosi, amori impossibili, giungle psichedeliche, dipendenze ossessive. Un queer movie che diviene un trip psichedelico, che parte dal Messico e finisce in Amazzonia, che fonde Cronenberg e Visconti, mescola post-punk e jazz, Nine Inch Nails e Caetano Veloso, carne e poesia, Ayahuasca ed eroina. E un finale che ti trafigge come un ago sotto pelle.
Luca Guadagnino firma un film personale, audace, sensuale. Prende l’anima tossica del romanzo e la trasforma in un’opera lisergica, erotica, spietata. Queer è prima lento, sinuoso, seducente. Poi graffia, lacera, brucia. Alla fine ti conquista e ti avvelena.



POMERIGGI DI SOLITUDINE (Albert Serra - 2024 FRA SPA)


Albert Serra segue da molto vicino il giovane torero Andrés Roca Rey alle prese con una delle più controverse tradizioni spagnole: la corrida. L’uomo, il sangue e la bestia. 
I lunghi pomeriggi al cardiopalma nelle arene infuocate dal tifo, iniziano con lance e spade che indeboliscono il toro. Poi il duello cresce: negli occhi dell’uomo l’adrenalina, negli occhi della bestia la paura. Parte una macabra danza fatta di gesti antichi, attacchi ripetuti, attese crudeli, fino all’inevitabile lotta finale: il drappo rosso, l’ultima estocada, poi per il povero animale solo agonia: sangue e arena! Tutto questo articolato rituale Serra lo riprende senza lesinare dettagli cruenti, ma con uno stile che sfiora la videoarte. Nasce così un anomalo e straordinario documentario d’autore, capace di suscitare proteste ambivalenti: sia dagli animalisti che dai matador. Un pugno allo stomaco: esattamente questo l’arte deve fare.


THE BRUTALIST (Brady Corbet - 2024 UK)


László Tóth è un architetto ebreo che, fuggito dall’Ungheria e dalla guerra, approda in America con un’idea di futuro scolpita nel cemento. Vuole costruire, lasciare un segno, imporre una visione. Ma l’America che lo accoglie è un paese che concede ma poi chiede il conto su ogni centimetro della tua anima. L’arte diventa compromesso, l’ambizione una forma di solitudine, il sogno diviene illusione.
Brady Corbet gira The Brutalist come un monumento ostile: immagini fredde, volumi schiaccianti, corpi piccoli dentro strutture troppo grandi. Ne esce un film severo, imponente, a tratti spietato. Brutale è la potentissima scena dello stupro, brutale e affascinante è l’epilogo alla Biennale di Venezia. Brutale, grandioso e coraggioso è il cinema di Corbet che si conferma uno dei più significativi nuovi Maestri contemporanei.


DRAMA DRAMA DRAMA

BABYGIRL (Halina Reijn - 2024 USA)


Nicole Kidman è Romy: CEO di successo, moglie e madre perfetta … ma sessualmente frustrata. Vorrebbe essere dominata, diventare “cagna”. Ma il marito non capisce. Poi arriva lui, giovane e bello: doma un cane in strada. Da lì scatta un gioco sadomaso di potere e sottomissione, girato senza pruderie moraliste: la Kidman a quattro zampe che lecca latte dalla ciotola. La tensione cresce: rischio scandalo, rischio carriera, rischio famiglia. C’è complotto contro di lei? 
La Reijn mantiene il dubbio e realizza un erotic thriller anni ’90 trasportato nella consapevolezza del 2025: niente colpa, solo desiderio cosciente. Babygirl NON viene rovinata dalle pulsioni (come nel Nymphomaniac di Von Trier). Tutt'altro: si ritroverà più lucida, più integra, più completa. 
Un moderno trattato sul desiderio femminile con una Kidman visivamente devastante. E poi quel finale perfetto. Un collega che goffamente ci prova, e lei che risponde: "Se ho voglia di fare la cagna lo farò pagando qualcuno che deciderò io". Punto. Partita. Incontro.


L'ACCIDENT DE PIANO (Quentin Dupieux - 2025 FRA)


Lei è una influencer miliardaria. Non sente il dolore. E quindi si fa male per vivere. Autolesionismo come format su tik tok. Finché qualcosa va storto. Un pianoforte. Una tragedia. Meglio sparire, in montagna, con un assistente umiliato da anni. Ma arriva una più stronza di lei: una giornalista che la ricatta. Vuole l’intervista: sarà una guerra, fatta da risposte acide, vuote, crudeli. Fino alla domanda che la manda in tilt: “Perché continui a far video, se sei già fottutamente ricca?”. Silenzio. Cortocircuito. Perché senza pubblico non esiste. Perché senza lo shock non sa vivere. Ma le conseguenze dell'intervista saranno devastanti. Fino all'ultimo video da dare in pasto a noi utenti, che annoiati scrolliamo l'algoritmo alla ricerca del prossimo short ad effetto, da condividere e dimenticare.
Adèle Exarchopoulos è mostruosa, antipatica, magnetica. Dupieux è lucido e beffardo: prende di mira la religione dell’influencer, realizzando un piccolo film stronzo e insolente. E terribilmente preciso.


L'UOMO NEL BOSCO (Alain Guiraudie - 2024 FRA)


Il ritorno di Jéremié nel suo paese d’origine dà il via a una serie di eventi inaspettati. La vedova del suo primo datore di lavoro lo accoglie in casa e quello che doveva essere un breve soggiorno si trasforma in una permanenza prolungata, suscitando il fastidio di alcuni, ma l'enorme "piacere" di altri. Il bosco, ai margini del paese, è il vero campo di battaglia e sembra saperne molto più dei protagonisti: il sottobosco trattiene segreti, rancori e desideri, pulsioni. 
Guiraudie gira un thriller di tensione sospesa e vischiosa, dove, come nella migliore tradizione, la tranquillità del piccolo posto di campagna è sempre e solo apparente.


THE GIRL WITH THE NEEDLE (Magnus von Horn - 2024 DAN)


Copenhagen, 1919. La guerra è finita, ma continua a uccidere nei corpi e nelle menti dei sopravvissuti. Karoline è una novella "Maria Braun": aspetta il marito soldato, ma ha un figlio da un altro. Quando il coniuge torna è orribilmente sfigurato. E il bambino diventa un peso da sopprimere. Qui l’incontro fatale: una "benefattrice" che sistema figli non voluti in adozione, offre lavoro e protezione. Ma dietro l’aiuto si nasconde l’orrore.
Von Horn gira un incubo espressionista: bianco e nero denso, volti deformati dalla luce, corpi già morti prima di morire. Dal cinema muto a The Elephant Man, ogni citazione è una ferita impressa. Un film che usa l’horror come linguaggio, ma qui i mostri sono solo esseri umani, devastati dalla guerra. Pellicola che fa coppia ideale con The Painted Bird in quanto a nefandezze continue e insostenibili, compiute da personaggi svuotati e sfiniti dai conflitti mondiali. E mentre qualcuno oggi parla di riarmo, questo film ricorda cosa resta davvero dopo una guerra: un inferno permanente.


HORROR - THRILLER - FANTASTICO

BRING HER BACK (Danny Philippou, Michael Philippou - Australia 2025)


Due fratellastri in affido, una nuova casa “accogliente”, uno strano "ospite" e una nuova madre che nasconde un segreto. Qui il dolore non si elabora: si rievoca letteralmente.
Un netto salto in avanti dei due registi rispetto al “superficiale” Talk to Me: più coraggio, più maturità, più profondità. E un tema centrale: la madre e il desiderio assoluto di riportare in vita un figlio. Fin dove ci si può spingere per colmare un vuoto così devastante?
Atmosfera nerissima, ritmo da incubo, una pressione psicologica che ti schiaccia. Una fotografia sporca quando serve, pulita quando deve far male. E un finale di toccante potenza emotiva.


DEAD MAIL (Joe DeBoer, Kyle McConaghy - 2024 USA)


Una busta sporca di sangue che non sarebbe dovuta mai arrivare. Da qui parte Dead Mail, piccolo film indipendente, girato con un’estetica analogica impeccabile: colori slavati, synth ossessivi, atmosfera da VHS ritrovata. 
La storia è un meccanismo perfetto: c'è Jasper che indaga, ma il centro oscuro è Trent, un audiofilo freak, ossessionato da un genio dei sintetizzatori. Lo rapisce, lo incolla alla vasca, lo nutre, mentre sogna di creare la tastiera perfetta. Ma andrà tutto a rotoli, per colpa di un postino troppo solerte. In mezzo: trapani, musica sintetica e una spirale di follia inarrestabile.
Dead Mail è thriller minimale ma calibratissimo, fatto di dettagli, manie e situazioni claustrofobiche.
Una piccola storia sceneggiata alla perfezione, che trasforma una semplice lettera smarrita in un incubo ossessivo di suoni e sangue.


PRESENCE (Steven Soderbergh - 2024 USA)


La famiglia Payne si trasferisce in una nuova casa. Madre, padre, figli e tutto un bagaglio di dinamiche tese, traumi sotterranei e fratture mai risolte. Ma il vero protagonista non è nessuno di loro. È la macchina da presa. Fluttua, indugia, sbircia dagli angoli, osserva e attraversa le stanze proprio come un … esatto come una presenza ectoplasmatica: un fantasma. Ma di chi? E per quale motivo?
Soderbergh firma un piccolo ed elegantissimo incubo che non urla, ma lascia addosso una sensazione strana e malinconica, come quando la vita fa più male di qualsiasi jump scare.


THE ASSESTMENT (Fleur Fortune - GERM 2024)


Nel futuro prossimo venturo, solo pochi possono avere figli. Ogni nascita è una concessione del governo. Mia e Aaryan sono scienziati: lei si occupa di piante, lui crea animali virtuali. Vogliono generare vita vera. Per farlo, devono superare un test di valutazione: sette giorni di osservazione totale, con Virginia (Alicia Vikander) come giudice. Una donna glaciale che entra in casa, nella mente, nel corpo della coppia. Si finge amica, figlia, amante, nemica. Li mette alla prova, li spezza, li smembra, li devasta.
Un film di fantascienza distopica che sembra uscito dagli anni ’70: visivamente sublime, claustrofobico, ipnotico. La perfezione degli ambienti, la luce asettica, i gesti perfetti. Ma dietro alla calma, il vuoto.
Un film lucido e disperato. Ci meritiamo ancora di riprodurci, o il vero errore è volerlo?


THE UGLY STEPSISTER (Emilie Blichfeldt - 2025 NORV SVE DAN)


La regista norvegese Emilie Blichfeldt trasforma Cenerentola in un incubo di carne, budella e sangue. La protagonista questa volta però è la la sorellastra bruttina e impedita, Elvira: sogna il principe, odia il suo corpo e si lascia modellare come cera, per arrivare al suo obiettivo. La madre la spinge al sacrificio estetico: naso rotto, ciglia cucite, diete, torture. E un’idea semplice e geniale: ingoiare un uovo di tenia, per non ingrassare. Il verme cresce dentro di lei, come un segreto. Al ballo sarà perfetta, ma la perfezione la divorerà viva.
Un body horror turbo-femminista, visivamente meraviglioso e disturbante, che riscrive la favola di Cenerentola come esempio di violenza culturale. Forse anche più radicale di The Substance. Chi bella vuole apparire, un po' deve "marcire".


WEIRD

BABY INVASION (Harmony Korine - 2024 USA)


"This is not a movie". Harmony Korine lo dice e lo fa: Baby Invasion non è un film, è un’esperienza disturbante di 80 minuti, un attacco epilettico al concetto stesso di realtà. 
Un gruppo di gamer si connette al dark web per giocare a Baby Invaders, un gioco online sparatutto: volti coperti con maschere da neonato, home invasion ultraviolente, nessuna distinzione tra gioco e realtà. Chat laterali, punteggi bonus, glitch visivi, musica a tutto volume, corpi insanguinati, post su Instagram, livestream del massacro. Il tutto filmato in un 4:3 surreale, tra Miami e l’inferno. 
E' un film girato come un videogioco, o un videogioco che ha inghiottito il film? È arte o tortura sensoriale? Un capolavoro o una pura follia? Korine firma il suo film più alieno e pericoloso, e ci lascia una profezia: non c’è più cinema, non c’è più vita, rimane solo uno streaming eterno.
"This is not a movie, this is a game.
This is not a game, this is real life.
There is no more real life."


EL JOCKEY (Luis Ortega - 2024 ARG SPA)


Un inizio folgorante: un bar di freak nella periferia argentina, musica elettronica che ipnotizza, un fantino strafatto. E' Remo Manfredini, una leggenda allo sfascio: droga, whisky, sesso, soldi sporchi. Corre, cade, muore, rinasce. Scompare. E lì l'opera cambia totalmente genere e identità, esattamente come il protagonista.
Luis Ortega gira un film "mutante", travestito da noir lisergico, sottilmente erotico, attraversato da musiche suadenti e martellanti, pellicce di visone, fantine ultrasexy, amori lesbici, sparatorie, in una surreale Buenos Aires anni ’70. Nahuel Pérez Biscayart ne è incarnazione perfetta: grazioso e mostruoso, maschile e femminile, suadente e carnale. Fino alla frase chiave: “Ho partorito me stessa”. Un film libero, fluido, queer, poetico.


REFLET DANS UN DIAMANT MORT (Hélène Cattet, Bruno Forzani - 2025 FRA ITA)


Fabio Testi è un anziano agente segreto di stanza in un lussuoso hotel della Costa Azzurra. L’apparizione di una donna apre una fenditura nel tempo e lo risucchia negli anni ’60, nei ricordi del suo avventuroso passato di spia. “Reflet dans un diamant mort” è un vero e proprio diamante filmico dalle mille sfaccettature: un caleidoscopio cinematografico di rimandi, citazioni e omaggi. Un trip visivo che muta linguaggio e si trasforma, frame dopo frame, in infiniti giochi di geometrie e illusioni, in infiniti riflessi "dans un Cinéma mort!"


THE SURFER (Lorcan Finnegan - 2024 USA AUSTRALIA)


"Non vivi qui, non surfi qui". Altro che Surfers Paradise: qui siamo in piena Surfers Paranoia!
Nicolas Cage torna nella baia della sua infanzia sperando di ritrovare sé stesso. Ma trova un inferno balneare, tra surfisti esoterici e violenza tribale. Ed è lì che monta l'onda, che lentamente sale la "Cage rage". Nicolas ringhia, si mimetizza, si fa predatore, in una lenta e terrificante mutazione, mentre il sole picchia sempre più forte e la realtà diventa un miraggio.
Guardare The Surfer è come svegliarsi sudati dopo aver dormito troppo sotto al sole: tutto pulsa, tutto sfuma, tutto brucia. Finnegan crea un incubo tropicale: colori ipersaturi, mare verde tossico, cielo azzurro irreale. Una esperienza cinematografica estrema, un’onda imprevedibile, che ti solleva, ti sbatte, ti disorienta. Un’onda che non puoi fermare. O la cavalchi … o ti travolge.

Qui il nostro articolo completo: https://www.caina.it/2025/08/non-vivi-qui-non-surfi-qui-surfer.html


DOCUMENTARI

SEMPLICE CLIENTE (Alessio De Leonardis - 2025 ITA)

Un documentario che racconta "The Rise and Fall of Mario Magnotta": la voce gracchiante che dagli anni ’80 ha attraversato intere generazioni, trasformando un bidello dell’Aquila in un mito analogico nazionale. Dal telefono fisso all’era dei meme, Magnotta è diventato profeta involontario della viralità: un anti-eroe, vittima di uno scherzo telefonico divenuto patrimonio nazionale, assurto a simbolo sboccato e rabbioso della rivincita degli umili. "Magnotta è vivo e lotta insieme a noi!".

Qui il nostro articolo completo: https://www.caina.it/2025/12/magnotta-contro-tutti-semplice-cliente.html


S/HE IS STILL HER/E: THE OFFICIAL GENESIS P-ORRIDGE DOCUMENTARY (David Charles Rodrigues - 2024 USA)


Il documentario ufficiale che scandaglia vita, arte e mito di una delle figure più controverse del Novecento musicale: Genesis P-Orridge, fondatore dei Throbbing Gristle, inventore dell’industrial music, anima dei Psychic TV, sciamano pop e provocatore permanente.
Il ritratto di una persona che ha fatto della vita un’opera d’arte, pagandone il prezzo: le cicatrici fisiche e interiori. L'amore e la pandroginia con Lady Jaye. E poi l'abisso della perdita.
Genesis non è raccontato nè come un santo né come un mostro. Un'opera in cui non c'è processo e non c'è assoluzione. E che ci mostra la fragilità di una icona culturale.


SERIE TV

IL MOSTRO - Stagione 1 (Stefano Sollima - 2025 ITA)


La pista sarda: nascita di un "mostro". Quattro episodi, quattro sospettati: Stefano Mele, Giovanni Mele, Francesco e Salvatore Vinci. L’ultimo, il più oscuro, il più perverso, vale da solo il prezzo del biglietto.
Sollima dedica l’intera stagione alla pista sarda, la prima e dimenticata indagine sui delitti del Mostro di Firenze: chiusa negli anni ’80, sepolta dalle indagini più “pop” sui compagni di merende.
Fotografia cupa, atmosfera livida e disturbante. Coraggiosa la lettura dei delitti come violenza diretta al genere femminile: da possedere, controllare, punire, ripossedere.


PLUR1BUS (Vince Gilligan - 2025 USA)


Un vecchio adagio recita: “Meglio soli che male accompagnati”. Provate però a dirlo a Carol, la protagonista di Pluribus, dopo aver visto il mondo trasformato da un misterioso virus che ha fusi gli esseri umani in un’unica mente collettiva​ affetta da una insopportabile felicità. Lei, e altre dodici persone, è immune; peccato che i rapporti tra questi resistenti non siano idilliaci. Risultato: Carol è sola ... almeno fino all’ultima puntata.
Prendete L’Urlo di Munch, annegatelo nel giallo brillante dell’iconico Smile, ed ecco l’ormai celebre locandina della serie: gioia e disperazione, la sintesi perfetta della nuova creatura di Vince Gilliam. Riuscirà Carol (Rhea Seehorn), una sorta di Ebenezer Scrooge al femminile, a salvare il mondo da questa insopportabile felicità artificiale? Chi può dirlo! Le stagioni promesse sono molte. E noi aspettiamo.


THE STUDIO (Seth Rogen e Evan Goldberg - 2025 USA)


Matt Remick è il nuovo capo di un prestigioso studio cinematografico. Ha mire artistiche, ambizioni serie, peccato che la sua crew gli chiarisca subito l’andazzo: "Noi non facciamo Cinema, facciamo Film!". Regia frenetica e comicità crudele rendono The Studio una sorta di Boris in versione hollywoodiana. Certo, qui il protagonista non è un regista scoglionato ma il capo dei Continental Studios; non siamo su uno scalcinato set della Tiburtina ma a Los Angeles; non si parla degli straordinari di aprile ma di milioni di dollari. A parte questo, tutto è uguale … o no?

---------------------------------------------------

Al prossimo anno allora, con la speranza di tempi migliori o di miracoli … no aspettate, in realtà il
miracolo c’è stato!

IL MIRACOLO ITALIANO

BUEN CAMINO (Checco Zalone / Gennaro Nunziante - 2025 ITA)


La recensione? Eccola! 
25 Dicembre 2025: primo giorno di programmazione, il film ha riscosso ben 5.671.922 €, maggior incasso di sempre nella storia del cinema Italiano il giorno di Natale.
Ad oggi ha superato i 60 milioni di euro, battendo Avatar Fuoco e Cenere di James Cameron. E' il terzo maggiore incasso assoluto per un film in Italia: più di Titanic, Il Re Leone, La Vita è Bella, Harry Potter, Star Wars, Il Signore degli Anelli, etc.

Che dire ora è veramente tutto e 

BUEN CAMINO A TODOS

Posta un commento

0 Commenti